Un’esperienza felice

Ci sono rane disseminate ovunque. Le vedi fare capolino dalla zuccheriera, dalla cima di un tappo. Impegnano addirittura una mensola, dove ne scorgi una collezione. Perché la rana, in un paese circondato dalle risaie qual è Gifflenga, è di casa. Hanno ripreso l’anfibio pure sull’insegna della trattoria, alla Petit Taverne. Continua a leggere “Un’esperienza felice”

Di piola in piola (presentazione)

“Di piola in piola” fa tappa nei locali dove la definizione di “trattoria” o di “ristorante” veste stretta. Perché la “piola” è tutta un’altra cosa. È, a nostro dire, l’esatta interpretazione di quella realtà molto “bielèisa” che va dalla “bassa” alle “bricche”, indistintamente. Continua a leggere “Di piola in piola (presentazione)”

“Ogni tanto mi sorprendo di me”

Se l’occhio arriva prima della gola, pranzare in villa un po’ di soggezione può metterla. Ma se pure il gestore del ristorante ti sfugge, tanto da non volere neppure farsi fotografare, nonostante sappia a modo suo conquistarti, che fai? Racconti con pari entusiasmo, perché è dove scorgi una mezza strettoia che spunta poi lo scorcio migliore. Continua a leggere ““Ogni tanto mi sorprendo di me””

“Realizzo un sogno”

Alle prese con la casa e il lavoro, la donna spesso si scorda di se stessa. Nella borsetta però, fra i vari ammennicoli, tiene sempre lo stick mezzo pieno di “risorsa” da estrarre al momento giusto. A mettere tutto sul piatto, e non si fa solo per dire, è Cristina Bernardi, 50 anni, di Cossato, che sgomitando fra schiere di ragazzini si destreggia sui social alimentando la passione per la buona cucina. Continua a leggere ““Realizzo un sogno””

Il “capunit”, o “capunet”, si rifà alla tradizione

Con l’incredibile produzione di 3.880 “capunet”, la Pro loco di Callabiana ha ancora una volta fatto centro. La sagra dedicata all’involtino biellese, che si è svolta ieri e sabato, ha portato il paese di nuovo al centro dell’attenzione nel panorama delle manifestazioni gastronomiche, dopo i festeggiamenti di agosto. Continua a leggere “Il “capunit”, o “capunet”, si rifà alla tradizione”