La Conca dei Rododendri all’Oasi Zegna

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Solo una mano
guantata di gioia
può scrivere da sola
tutti i fiori
coi colori di Maggio.

(Enea Grosso)

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Nella Conca dei Rododendri lungo la Panoramica Zegna – entrambe nate grazie alla lungimiranza e alla creatività del Conte Ermenegildo (1892-1966) – è forte l’armonia tra la mano dell’uomo e auella della natura.

A maggio il versante della montagna  sboccia in una tavolozza di colori in cui ci si può tuffare non solo con lo sguardo: percorrendo i sentieri che l’attraversano ci si immerge letteralmente tra gli enormi cespugli di fiori.

Punto panoramico sulla Conca

 

La Conca dei Rododendri a maggio

 

 

Rododendri si affacciano su Trivero e il Biellese

 

 

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Il sentiero nel bosco tra la Conca e l’area atrrezzata  picnic

 

 

L’ingresso all’area picnic

 

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Baffidigatto ha dedicato altri due post alla Conca dei Rododendri: 

http://baffidigatto2.blogspot.it/2016/03/le-perle-del-nonno-loasi-zegna.html

http://baffidigatto2.blogspot.it/2017/05/la-conca-dei-rododendri.html
Testo e immagini di Enea Grosso

“Il cuore antico della transumanza”

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Nella transumanza batte un cuore antico che si rinnova ad ogni stagione.
In esso convivono duro lavoro e clima di festa, un gran senso pratico e un pizzico di poesia… come la nascita di un vitellino all’alba,  dalle parti di Pianezze, un’ora e mezza prima d’incontrare il pubblico di amici,  turisti e fotografi, tutti pronti a percorrere il sentiero che  da Camandona sale al Bocchetto Sessera.
E’ sempre festoso quest’ultimo tratto del percorso.

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La partenza nella notte  invece è un momento più quieto e raccolto.
E’ un appuntamento nel buio. La presenza della mandria nei recinti è tradita solo dal suono dei campanacci.
Gli occhi enormi delle mucche brillano per qualche  attimo solo se incrociano la luce di una torcia.
Una lampadina fioca illumina l’interno della casupola a lato della roulotte dove si riposa il pastore Valter prima della partenza – rigorosamente dopo la mezzanotte di venerdì…non un minuto prima !

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Nell’oscurità le poche voci sparse raccontano frammenti di vita e ricordi.
Quasi tutte  le persone qui radunate hanno o hanno avuto un legame con questo mondo.
Ci sono veri pastori, chi le mucche le ha avute in passato e  chi è nato sulla paglia di una stalla come Gesù Bambino. In braccio alla mamma  c’è l’ultimo nipotino di Valter Croso – che con circa due mesi è alla sua seconda transumanza (la prima all’inizio di maggio da Camburzano a Brusnengo)!
Il figlio del Valter, Lauro, porge ai gruppetti un vassoio con fette di torta. Allungato sull’erba c’è il bravo cane Lippo, per il quale tenere a bada oltre 200 mucche è un gioco da ragazzi.

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Il cane Lippo
Foto di Anna Arietti

 

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La mia amica Anna è al suo primo incontro notturno con questo spaccato di mondo rustico, e ne è conquistata.
Se a condividere questa partenza nel buio ci sono anch’io, credo sia perché la nostra eredità del passato – anche quella di cui abbiamo perso dei pezzi per strada – trova le sue vie per venirci a parlare.
Tra le ombre della mezzanotte forse ondeggiano discreti anche il nonno Richin e la nonna Elidia, i loro ricordi, la luce delle loro montagne.

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con una foto di Anna Arietti

Nella conca di Oropa c’è un uomo che sa dominare il tempo

Nella conca di Oropa c’è un uomo che sa dominare il tempo.
È fermo dinanzi ad una mensola in legno, ancorata al muro, di quelle che si utilizzavano come base di appoggio per scrivere messaggi, cartacei s’intende.

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Sono le voci di un mondo che ascolto troppo poco

Sono le voci di un mondo che ascolto troppo poco, quelle che mi circondano, e a raccontarle rischio di apparire banale, sciocca! Eppure dalla cornacchia che gracchia sul ramo, alla formica che mi scavalca il piede, persino al moscone che mi derapa intorno, sento cercare attenzione. E le foglie? Pure loro mi camminano accanto, incoraggiate dal vento, ma parlano tutte insieme e francamente non capisco nulla. Continua a leggere “Sono le voci di un mondo che ascolto troppo poco”

Lontani da Bali, vicini all’anima

Nel mese di marzo a Bali in Indonesia ricorre il Nyepi, il giorno del silenzio. Nel 2018 si è svolto fra le 6 del 17 marzo e le 6 del giorno successivo. Nel 2019 avverrà fra il 7 e l’8 marzo. Ventiquattrore in cui il rumore in ogni sua forma si annulla. I telefoni vengono spenti, come qualunque altro aggeggio. Le persone celebrano il silenzio, digiunando e meditando. Un giorno per riflettere.

Nel Biellese l’esperienza si ricrea con qualche accorgimento. Non è una questione di tempo, ma di spazio. Un luogo. Continua a leggere “Lontani da Bali, vicini all’anima”