La sequoia secolare di Chiavazza

Vive in mezzo a noi e non la consideriamo. Non abbastanza. È la sequoia secolare di Chiavazza, la più grande presente nel nostro Paese.
Svetta con un orgoglio da far venire i brividi. La sua chioma compatta sparge emozioni a ogni oscillazione, quando il vento la sfiora. È di una bellezza raramente pareggiabile. E le sue radici traggono energia dalla terra con rispetto e spirito di collaborazione con la vegetazione circostante, come noi non abbiamo ancora imparato a fare.

Riconosciamola allora per il valore botanico e per la sua maturità. E superata la meraviglia del trovarci accanto a lei, del sentirci piccoli, lasciamo che il palmo della mano scorra sulla corteccia, che le sue dimensioni sconfinino oltre l’estensione del nostro abbraccio. È comunicazione tattile, prima che spirituale, che basta per sentirne l’anima.

Il tronco è alto circa 35 metri. Ha una circonferenza di 7 metri e 75 centimetri, misurata ad altezza di petto d’uomo. La base è di 10 metri e mezzo, come riferisce Tiziano Fratus. Una sequoia più grande si trova in Toscana, ma la base è composta dalla fusione di due alberi, caratteristica che quindi assegna all’esemplare biellese il primato, in quanto si sviluppa in un fusto unico.

Qualifichiamola allora la strada che le passa accanto. Inseriamola nei “cammini” oggi apprezzati. E ritornando alla quotidianità, pensiamola. Passiamo a farle un saluto. L’albero monumentale si trova in località Chiavazza di Biella, lungo la strada del Bottegone, antica via per Ronco Biellese.

Secondo la classificazione del naturista Carl Nilsson Linnaeus, è una Sequoia sempervirens, sempreverde, o sequoia della California. Appartiene alla varietà costale, non gigante. Dettagli botanici. Personalmente l’ho annusata, odora di buono buono, di bosco, di pulito.

Gli alberi – scriveva Hermann Hesse – sono santuari. Chi sa parlare con loro, chi li sa ascoltare, conosce la verità.

Anna Arietti

(testo e immagini)

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