I cereali rari del “Gae Aulenti” alla “Tre giorni per il giardino”

L’Istituto IIS “Gae Aulenti”, indirizzi Agrario e Alberghiero, di Biella, si presenta all’edizione autunnale di “Tre giorni per il giardino” di Masino con un programma di studio lungimirante che desta l’attenzione degli operatori nel settore: l’utilizzo di cereali e pseudo cereali rari nello sviluppo di nuove economie.

A parlarne è il professor Alessandro Corbellini, docente della scuola: “Abbiamo selezionato specie non comuni di cereali, come il sorgo, il miglio, e di piante non graminacee, non veri cereali, da qui il termine pseudo cereale, come il grano saraceno, l’amaranto e la quinoa, e li coltiviamo intrecciando cultura e storia dell’uomo, tradizione e botanica. Ci muoviamo anche su specie africane o dell’America del Sud che affiniamo, adattiamo alle nostre esigenze. Penso al mais, che con la polenta, è diventato piatto tipico biellese. Gli usi sono molteplici e non soltanto alimentari. Alcune specie possono essere consumate dai celiaci. Ed è con questo assunto che consolidiamo il connubio interdisciplinare fra i due indirizzi scolastici: educhiamo alla coltivazione e al loro utilizzo in cucina”. 

L’idea, avviata nel 2013 con la semina dei primi cereali, oggi collezione composta da oltre un centinaio di specie, si compie con la collaborazione del professor Marco Godone, di Federico Salone, ex alunno, che mette a disposizione il terreno, e del professor Fabio Baldassin, che confrontandosi con le prescrizioni dell’Associazione italiana celiachia, propone nelle sue lezioni ricette sfiziose.

Lo stand della scuola, allestito alla mostra mercato del verde che si è svolta da 18 al 20 ottobre, è ancora una volta sotto i riflettori. Nell’edizione precedente l’Istituto aveva ricevuto la menzione per il miglior esempio di attenzione ecologica e sostenibilità ambientale.

“Sono venute a trovarci persone interessate ad approfondire, dai curiosi che non conoscevano il prodotto alle giurie della manifestazione, alla stampa nazionale, a piccole aziende sementiere, agli operatori del mercato del reciso e al proprietario di un mulino. Sono tante intenzioni che ci rendono decisamente soddisfatti. Anche l’accostamento delle due scuole continua a funzionare. È una filiera che piace. E questo nonostante il meteo avverso che ha fatto registrare un calo delle presenze all’evento”. 

La declinazione diretta del mettere insieme il bello e il buono, dalla terra alla tavola, proponendo degustazioni, ha reso la presentazione godibile, divertente. 

“È un consenso che ci incoraggia a proseguire, a rendere il progetto sempre più organico – conclude Alessandro Corbellini -. La sfida guarda allo sviluppo di nuove economie, partendo delle difficoltà che affliggono attualmente i produttori cerealicoli, sino all’ottenimento di un prodotto redditizio. Immaginiamo una nuova filiera in cui potranno muoversi gli agricoltori del domani, passando per la diffusione di una nuova cultura e della sperimentazione. È un ridare dignità all’agricoltore; almeno, ci proviamo”.

Anna Arietti

(testo e fotografie)

L’articolo è stato inviato anche a tutta la stampa biellese.