“Mi scuso per quella rapina”

“Era un ragazzo suppongo di origine tamil; passa spesso a trovarmi e ogni volta chiede se ho qualcosa per lui. Io, se posso, gli offro un caffè. Comunque una mattina di qualche giorno fa avevo la porta del negozio aperta quando si è affacciata questa persona dicendomi di non avere paura, che non intendeva farmi del male. Aveva saputo della rapina e desiderava dirmi che si vergognava per la sua gente”.
“Non ti faccio del male, voglio solo scusarmi per la mia gente” sono le parole rivolte da un giovane immigrato a Romina Ferretti, la donna che due settimane fa è stata vittima di una brutale aggressione con rapina nella sua libreria, “La Prosivendola” di via La Marmora a Cossato. Una vicenda dai risvolti inaspettati, come lei stessa racconta.

“Era un ragazzo suppongo di origine tamil; passa spesso a trovarmi e ogni volta chiede se ho qualcosa per lui. Io, se posso, gli offro un caffè. Comunque una mattina di qualche giorno fa avevo la porta del negozio aperta quando si è affacciata questa persona dicendomi di non avere paura, che non intendeva farmi del male. Aveva saputo della rapina e desiderava dirmi che si vergognava per la sua gente”.

Romina lo avrebbe rassicurato affermando che le persone balorde si possono incontrare ovunque e lo avrebbe invitato a entrare in negozio, ma lui, sempre con discrezione, sarebbe rimasto sulla soglia.

“Non è una questione di pelle scura o di nazionalità – spiega la donna -. Questo modo di intendere non rientra per nulla nella mia ottica. Non ho mai pensato che questo ragazzo potesse farmi del male, neppure dopo la mia brutta esperienza, ma la conversazione è andata oltre: desiderava regalarmi una cosa sua. Io proprio non volevo. Figuriamoci; è pure lui in difficoltà e di mia abitudine non indosso collane o braccialetti, invece insistendo mi ha donato un paio di orecchini e ha aggiunto che se avevo la mamma li potevo donare a lei. E’ stato un gesto talmente gentile che mi ha fatto davvero tenerezza”.

Un incontro rispettoso, di interazione; un’ulteriore iniezione di energia per Romina. L’aggressione infatti, suo malgrado, avrebbe i suoi riscontri positivi: “Dal giorno del furto molti clienti mi mostrano solidarietà e affetto – conclude Romina Ferretti – . Addirittura, un’amica, ma spero stia scherzando, ha promesso che mi regalerà una mazza da baseball da tenere in negozio. Non potrei mai prendere a mazzate qualcuno, per nessun motivo. Certo, il personaggio della rapina poteva chiedermi direttamente il denaro presente in cassa invece di malmenarmi. Anche a lui avevo offerto un caffè e ricevere una botta in testa è stato un gesto incomprensibile, una violenza inutile che mi ha messo addosso soltanto molta paura e insicurezza. Fino a qualche giorno fa, ogni volta che entrava un cliente in negozio, avvertivo un senso di disagio. Dopo la visita di questo ragazzo invece ho riacquistato la fiducia nelle persone. Il suo è stato un gesto davvero bello”.

Anna Arietti

Scritto per La Nuova Provincia di Biella il primo giugno 2014