L’orto di carta

Se la coltivazione della terra è l’attività umana principe, la realizzazione di un orto inteso come percorso educativo ne rappresenta l’evoluzione. Se poi la pratica della semina, della coltura, insegna il rispetto per l’ambiente e tiene lontani da un eccesso di vita virtuale, il messaggio che si veicola raggiunge un alto livello di interesse.

Si chiama “L’orto di carta” la creazione che verrà premiata al Concorso nazionale “Comuni fioriti” il 10 e l’11 novembre prossimi a Bologna, nell’ambito di Eima, l’esposizione internazionale di macchine per l’agricoltura e il giardinaggio. A segnalare il progetto è Michele Isgrò, uno dei vice presidenti di Asproflor, l’Associazione dei produttori florovivaistici che promuove il concorso, anche membro della giuria che assegnerà i riconoscimenti alle amministrazioni comunali che si sono distinte nella cura del verde pubblico.

“In ogni comune in cui ci rechiamo incontriamo novità e curiosità – spiega Isgrò -. In questa edizione, in Sicilia,  abbiamo notato l’idea di una ragazza, Francesca Cuva, che con la carta ha prodotto un libro da vivere, nelle cui pagine si trova il necessario per realizzare un orto. Il bambino, perché è nella didattica che ne vediamo l’impiego proficuo, legge le indicazioni e mette subito in pratica. Oltre ad arrivare da una giovane, l’idea innovativa coniuga gioco e messaggio educativo”. 

Francesca Cuva, 26 anni, di Pettineo (Messina) presenta “L’orto di carta” al termine di un percorso di studio per sviluppare la tesi laurea. L’ispirazione arriva dal pensiero pedagogico di Maria Montessori, la quale suggerisce l’esperienza come metodo di apprendimento.

“Ho frequentato il corso di Decorazione e Design all’Accademia di Belle arti di Palermo e sono approdata all’idea partendo dalla curiosità di sperimentare le tecniche di riciclo della carta – dice -. Ho scelto di realizzare un gioco per bambini, progettando un libro pop-up con kit per la semina, le cui pagine producono strutture in carta 3D. Nello specifico ho sviluppato la coltivazione di sei erbe aromatiche, le più diffuse: prezzemolo, basilico, rosmarino, menta, salvia e peperoncino. I semi delle piantine sono nelle foglie, pezzetti di carta riciclata autoprodotti e biodegradabili, che il bambino stacca, interra e attende che germoglino. L’occorrente si trova nella scatola, nel packaging, dalla torba, terriccio pressato, alla paletta che consente lo spostamento e l’insediamento del semino. Attraverso il gioco passa il messaggio che riciclare crea nuova vita”.

Il processo creativo consente di sperimentare la germinazione e promuove laboratori didattici. Il primo è stato proposto al Museo Riso di Palermo, nell’ambito della manifestazione “I-design”.

“In quell’occasione ho lavorato con un team di persone: il relatore, il professor Ivan Agnello, e alcuni ragazzi dell’accademia. In seguito ho presentato l’idea a Pettineo, a Mistretta, a Messina e a Matera, in occasione di ‘Matera capitale della Cultura”, a cui ho partecipato in rappresentanza della regione Sicilia. Mi sono confrontata con una realtà più ampia. È stata un’esperienza formativa. Sono grata al comune di Pettineo per avermi permesso di sviluppare il progetto che oggi mi sta dando grande gioia e soddisfazione”.

L’Associazione Asproflor, non nuova alla valorizzazione di attività legate all’orto, vede nella creazione di Francesca “un solco già aperto” e si dice alla ricerca di una scuola interessata a sviluppare ulteriormente il progetto.

testo di Anna Arietti

fotografie messe a disposizione da Francesca Cuva

foto_di_proprietà_francesca-Cuva

Ricordiamo che i diritti relativi ai testi, alle fotografie e ai video presenti in questo portale, ove non diversamente indicato, sono di proprietà di chi collabora con noi e degli autori stessi.

L’utilizzo di piccole parti è concesso a condizione che venga sempre citata la fonte, nome e cognome dell’autore e questo sito web. Siamo grati a coloro che ce ne daranno comunicazione.

Per informazioni o segnalazioni potete scrivere a cartabiancamedia(at)gmail.com