Montagna e alpinismo protagonisti al San Giovanni d’Andorno

La palestra degli anni Trenta del santuario di San Giovanni d’Andorno, in Alta Valle Cervo, diventerà museo multimediale dedicato alla montagna e all’alpinismo. Lo spazio lungo 60 metri, largo 8,5 e alto 6, difficilmente è visibile (se non si sa), situato proprio sotto il piazzale principale.

Il progetto è portato avanti dalla Fondazione Opera Pia Laicale di San Giovanni d’Andorno, presieduta da Corrado Perona, già presidente nazionale degli Alpini. La presentazione invece è a cura di Pier Luigi Touscoz, suo vice nonché vice sindaco di Campiglia Cervo, che spiega: “La palestra è stata costruita sulla base di un lascito a quello che era il comune di San Paolo ed è stata ultimata nel 1938, periodo in cui ha chiuso i battenti l’ospizio, il che significa che non è mai stata utilizzata. L’area è sottoposta a vincolo da parte della Soprintendenza, quindi le vetrate che portano grande luminosità verranno preservate”. 

L’intenzione sarebbe di ricavarne un museo multimediale che ospiti la mostra dello sci, attualmente allestita in un’altra sala, ed eventi collegati alla montagna e all’alpinismo biellese, in cui non mancano i nomi (per citarne alcuni), Vittorio Sella, Quintino Sella, Mario Piacenza e  padre Alberto Maria de Agostini.

“Vorremmo creare un soppalco con sala video, una palestra di roccia e, passando all’area esterna tramite ascensore che renderà l’accesso agevole a tutti, vorremmo realizzare un orto botanico. Oggi il locale, che dispone di un impianto elettrico a norma, è utilizzato dai ragazzi che frequentano le iniziative parrocchiali. Rimangono comunque da eseguire diversi interventi di riqualificazione che comporteranno una spesa stimata di 300 mila euro, come risolvere il problema dell’umidità sul muro esterno. Sullo stabile, nel tempo, le ipotesi d’uso sono state diverse, dalla realizzazione di una serra per le farfalle a un acquario. Al momento pensare ad un spazio che contempli la montagna ci sembra la soluzione più accreditata”. 

Per realizzare il progetto chiaramente servono fondi, partecipazioni a bandi di concorso, contributi regionali e tramite Gal.  “Si lavora su più fronti per arrivare a fare un salto di qualità che promuova il santuario di San Giovanni d’Andorno. L’interesse da parte del pubblico c’è e lo vediamo con l’affluenza alla mostra fotografica in corso, ‘Athos, i Colori della Fede. Un pellegrinaggio fotografico a Monte Athos’, che a fine luglio verrà proposta a Parigi – conclude Pier Luigi Touscoz -. Puntiamo tanto sull’accoglienza turistica con la realizzazione di nuove camere, appena ultimate, e stiamo rilanciando il soggiorno invernale per anziani anche parzialmente autosufficienti”.

testo e fotografie di Anna Arietti

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