Passeggiata al Santuario della Brughiera a Trivero

(Testo e foto di Enea Grosso)

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“Il vero tesoro non è necessariamente nascosto in posti lontani, ma in luoghi che altri non hanno notato”.
(Claudio Lamparelli, Le piccole illuminazioni,  Oscar Mondadori)

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Mi piace andare alla Brughiera in tutte le stagioni.
Luogo perfetto per un  ristoro dall’afa estiva nel prato tra i due santuari – quello grande, del ‘600 e quello più antico e più piccolo del XIV secolo – con gelato o polenta serale sotto al pergolato del Castagneto, e meta ideale per lunghe camminate nelle giornate più fresche e in qualsiasi periodo dell’anno.  Ci troviamo nel Biellese, tra i comuni di Mosso e Trivero, a due passi dall’Oasi Zegna.

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Alle spalle del santuario antico, i monti dell’Oasi Zegna.

Dall’area del Santuario partono numerose passeggiate e percorsi ad anello.
Il modo migliore per scoprirli è di venire sul posto, chiedere ai locali, sperimentare, consultare i cartelloni curati da Franco Grosso, che spesso si aggira da queste parti e che sarebbe un bel colpo di fortuna incontrare per avere dettagliate  informazioni storiche e pratiche sul territorio.

Dopo aver lasciato l’auto nell’ampio parcheggio, potete decidere se volete camminare per quindici minuti … o sette ore! Potete raggiungere l’Oratorio di San Bernardo e le cime di Fra’ Dolcino, salire alla Locanda del Bocchetto Luvera per una polenta, attrezzarvi di sacco a pelo ed addentravi nella Valsessera, o fare un bel giro ad anello verso Capomosso e Marchetto e ritorno, percorrendo a ritroso tratti della Vertical Mille;  o scegliere la direzione opposta e raggiungere la Conca dei Rododendri attraverso i boschi per poi scendere a Trivero fino al Santuario della Novareja, e volendo ancora più giù, lungo il pendio che da lì conduce a Coggiola, al delizioso Santuario del Cavallero, con le sue pozze d’acqua limpida e il ponte (quasi) tibetano (se scendete dalla Brughiera fino a Coggiola, per il ritorno considerate l’autostop o organizzatevi  diversamente, credo sia improbabile fare ritorno coi mezzi pubblici).

Per una prima visita potreste scegliere la breve  e semplice passeggiata ad anello (su mulattiera a ciottoli e asfalto) che parte dalla discesa delle cappelle, proprio davanti al ristorante Il Castagneto,  e passando attraverso Bulliana e Marone riconduce alla strada principale e quindi al parcheggio. Ottimo itinerario per un giro di corsa o di nordic walking. O per due passi rilassanti e meditativi.

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Scendendo all’ombra lungo la mulattiera erbosa, in pochi minuti si arriva alla frazione di Bulliana…

 

… oltrepassando un lavatoio …

 

… e i leoni sule colonne a guardia della via!

 

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Finita la mulattiera si arriva alla strada asfaltata.  Girate a sinistra, oltrepassando la prima chiesa sulla destra fino ad arrivare ad una seconda chiesetta ad un piccolo incrocio; per tornare alla Brughiera bisogna risalire sulla sinistra. Esiste anche un sentiero ma non è segnalato. Percorrendolo si accorcia il percorso, però si taglia fuori la passeggiata in mezzo alle frazioni di Bulliana, Marone e Barbato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il sagrato della piccola chiesa era animato da una festa, quando sono passata di lì. C’era una gradevole atmosfera da tempo dei nonni, di quando la frazione era vivace.

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Il panorama più ampio sul Biellese è dal prato del santuario, ma anche lungo la via si aprono scorci che meritano una pausa.

 

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Fiori lungo la salita del ritorno verso Barbato.

 

 

Dopo il primo tratto di breve salita si può proseguire lungo l’asfalto oppure attraversare la frazione, arrivando alla piccola cappella sulla strada principale che conduce alla Brughiera. Da lì girando a sinistra si ritorna al parcheggio; a destra ci si dirige  invece verso Trivero.

 

 

 

Stavello è una grande area ideale per pic-nic, e per giocare a bocce, ai piedi dell’Oratorio di San Bernardo, in zona dolciniana.

 

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La transumanza di Valter e Lauro Croso si tiene ogni anno l’ultimo sabato di maggio. Parte a mezzanotte da Brusnengo, sale a Camandona, raggiunge il Bochetto Sessera e si conclude all’Alpe Campelli (o Campello) in Valsessera.

 

 

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In pochi passi rieccoci al punto di partenza! All’ombra tra i due santuari ci aspetta una fontana d’acqua freschissima. Il prato è l’ideale per un po’ di relax in compagnia di un libro o semplicemente per godersi  il panorama sul Biellese.

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L’altare all’aperto.
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Il santuario grande visto dal portico di quello antico

 

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Il piccolo  santuario del XIV secolo.

 

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La chiesa del 1600
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Che siate “di chiesa” o meno, se capitate all’ora giusta vale la pena di assistere alla messa di Don Dino Lanzone, un novantenne molto arzillo.