Rifugio della Vecchia in Alta Valle Cervo

Lavora nei rifugi da più di vent’anni e dal 2006 ne gestisce uno tutto suo. Lei si chiama Valeria Coda Zabetta e di anni ne ha 45 anni.

“Mi prendo cura del rifugio della Vecchia, a quota 1872 metri in Alta Valle Cervo, e dei suoi ospiti, dopo essere stata un po’ ovunque, anche in Valle d’Aosta – spiega -. E’ un lavoro stagionale che faccio con passione. Mi piace. Chiaramente, tutto nasce da una passione, quella per la montagna. Vivo in un contesto naturale che fa stare bene, che dà belle sensazioni e mi disintossica da tutto quello che c’è giù in pianura. Sì, c’è da lavorare, ma al tempo stesso sono quassù, capite? E’ bello. E poi, questo lavoro dà la bellissima opportunità di avere tanti contatti con le persone che sono, secondo me, più aperte, più sincere e più immediate. E’ un modo di rapportarsi che in città non esiste. Laggiù ci si incrocia appena. A io invece le persone amo viverle e qui posso farlo. I turisti che arrivano da me sono quelli che seguono l’Alta via numero uno. Il mio rifugio è diventato posto tappa e da quanto è stato definito tale passano parecchi francesi, danesi, tedeschi, olandesi e belgi. I biellesi invece arrivano da Piedicavallo, oppure passano da Gaby”.

Il rifugio della Vecchia si raggiunge, lasciando l’auto a Piedicavallo, con due ore e mezza di cammino. Il sentiero da seguire è il D50 oppure si può accedere da Gaby e da Niel.

“Qui arriva anche la famiglia con bambini. Organizziamo diverse iniziative, dalla cena a tema alla serata pizza e birra, dal fine settimana di benessere con sedute di yoga alla proiezione di diapositive sui rapaci. Adoro proporre le cene etniche come quella indiana e ogni tanto propongo anche dei concerti, ma non è sempre così facile reperire qualcuno che abbia voglia di venire fin quassù con gli strumenti sulle spalle”.

La cucina propone piatti tipici di montagna come la polenta concia, la polenta con l’uovo e la polenta con lo spezzatino. I prodotti serviti in tavola sono tutti locali, dai salumi ai formaggi, alle verdure fresche.

“I dolci sono fatti in casa e assicuro che vanno tanto. Amo cucinare. Cibo a parte, qui si possono fare tanti bei giri, come la traversata dalla Vecchia al rifugi Rivetti, che può avvenire in cresta o più in basso. Questi però sono percorsi per alpinisti esperti, anche perché in alcuni tratti il sentiero è franato. Oppure si fa il giro della Mologna Grande. La gita classica porta al monte Cresto – conclude – o si può andare a Gaby, in Valle d’Aosta. Per chi arriva da me già stanco, può andare al lago della Vecchia che dista appena dieci minuti. Se poi si arriva proprio cotti, da questa stagione ho predisposto un nuovo dehor coperto. Molto piacevole per rilassarsi”.

Anna Arietti
pubblicato su La Nuova Provincia di Biella il 22 agosto 2015
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