Il rifugio “Coda” in Alta Valle Elvo

Vivere l’atmosfera del rifugio alpino di alta quota diventa un’esperienza accessibile a tutti. Il “Delfo e Agostino Coda”, a 2280 metri di altezza, oggi apre ufficialmente con la tradizionale festa (18 luglio) e, per agevolare gli ospiti, le strade poderali sul versante valdostano di Lillianes e Fontainemore sono aperte, e lo saranno anche domani.

Il rifugio è gestito dalla famiglia Chiappo da venticinque anni. In origine erano papà Luciano e mamma Sandra ad occuparsene; oggi sono le figlie Laura e Cristina. “Vantiamo una lunga tradizione nella gestione dei rifugi – spiega Laura, 37 anni -. Prima  del Coda, i miei genitori gestivano la Capanna Renata. Cosa dire, è passione che si tramanda. Fin da bambina ho trascorso le mie estati nei rifugi. Ho avuto modo di fare esperienza, finché mi sono decisa a continuare l’attività”.

Vivere a 2.000 metri non è proprio una passeggiata. “Non è per niente la vita che si fa tutti i giorni più a valle – prosegue – anzi, comporta sacrifici e impegno. Non c’è nulla di semplice. Ogni nostro gesto è legato, troppo legato, alle condizioni meteo. Questa estate sta funzionando, ma se ripenso ad un anno fa è stata dura davvero. Pioveva sempre, niente ospiti; tanto sforzo per nulla. Ogni stagione, prima di salire, si programma tutto. Non potendo fare la spesa ogni giorno, se scordi il pacchetto dello zucchero diventa un problema. Siamo in mezzo al nulla, non ci sono altre presenze umane. A maggio facciamo il calcolo di quello che servirà fino a ottobre. Altrimenti, zaino in spalla e avanti, ma ‘l’è dùra’. Ogni volta significa farsi un’ora, un’ora e mezza, di cammino”.

Il rifugio Coda ospita escursionisti stranieri che percorrono la Gta, la Grande traversata delle Alpi, e l’Alta via della Valle d’Aosta. “Stanno ritornando parecchi svizzeri che apprezzano l’Alta via delle Alpi Biellesi. Con l’arrivo degli ospiti, mi alzo alle cinque del mattino e vado a letto a mezzanotte. Gli escursionisti che fanno le alte vie devono percorrere dieci undici ore di cammino. Questa vita, nel lungo periodo, diventa pesantina, ma c’è passione e allora sbrighi tutto, anche le faccende odiosette. L’aspetto più bello della vita quassù sono le amicizie. Quando vedi che la gente ritorna volentieri significa che qualcosa di bello è nato. Tanti passano anche solo per farci un saluto. E ci sono i ragazzi che si allenano per il ‘Tor des géants’, il trail podistico valdostano di 330 chilometri. Da noi passa l’unico tratto della gara che si corre in territorio biellese. La bellezza dei rapporti umani che si sono consolidati, questa sì è la nostra forza. Oggi, per la festa di apertura – conclude Laura -, arriveranno tanti amici e le persone anziane sicuramente ricorderanno le avventure del passato. Sarà un piacere ascoltarli”.

Il rifugio, di proprietà del Cai, si trova al colle Carisey. Dal lago del Mucrone la struttura si raggiunge in due ore di cammino.

Anna Arietti

pubblicato su La Nuova Provincia di Biella il 18 luglio 2015

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