Lontani da Bali, vicini all’anima

Nel mese di marzo a Bali in Indonesia ricorre il Nyepi, il giorno del silenzio. Nel 2018 si è svolto fra le 6 del 17 marzo e le 6 del giorno successivo. Nel 2019 avverrà fra il 7 e l’8 marzo. Ventiquattrore in cui il rumore in ogni sua forma si annulla. I telefoni vengono spenti, come qualunque altro aggeggio. Le persone celebrano il silenzio, digiunando e meditando. Un giorno per riflettere.

Nel Biellese l’esperienza si ricrea con qualche accorgimento. Non è una questione di tempo, ma di spazio. Un luogo.Lasciata l’auto alla borgata Rialmosso, nel comune di Campiglia in Alta Valle Cervo, si procede a piedi sulla via principale fra castagni, betulle e ontani. Si percorre un chilometro o finché se ne sente la necessità.

Procedendo con i propri tempi, le prime curve sviluppano una sorta di abbraccio, conducono ad una palestra di roccia, un masso vistoso.

Cammin facendo,  s’incontra Giovanna, 78 anni, con il suo cane. S’inizia a chiacchierare. Si parla dei suoi acciacchi, del mal di schiena. Lei è originaria di un paese vicino, Tavigliano, lasciato negli anni Cinquanta, quando si è sposata. Da allora vive qui a Rialmosso.

“Però ho i figli che mi aiutano – dice -. Ci rimango perché qui si sta bene, a parte quando nevica, che ne viene tanta, è vivere – parola che scandisce -,  senza traffico e rumori. È un po’ scomodo quando c’è da fare la spesa, ma come dico, ci sono i figli. Avrei tanto da raccontare da stare qui fino a domani mattina, ma la cosa più importante è vivere tranquilli”.

Il cagnolino sgambetta avanti e indietro, infreddolito. Giovanna dice di percorrere quel tratto tutte le mattine. Va a prendersi cura di una Madonnina sistemata fra le rocce, a cui dedica sempre una preghiera. Poi i suoi occhi cercano casa, là da qualche parte nel borgo, fra gli alberi. Ci salutiamo.

Il cammino procede fino alla Pila Bassa, un punto dove lo sguardo non incontra impegni, dove vola la poiana e planano due falchi.

È il nostro silenzio, fatto anche di ascolto, di aggiustamenti appunto, che rigenera, ben lontano da Bali, ma vicino all’anima.

Per chi ama camminare, la strada, seguendo sempre quella che sale, porta a Oriomosso, un gioiellino come tanti da queste parti. Nelle vicinanze del cimitero monumentale, s’imbocca un breve sentiero che porta alla Pila Alta.

Anna Arietti
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