“La mia vita da guida alpina”

Quando un alpinista sceglie di spendere la propria vita per la montagna viene da pensare ad una passione sfrenata alla quale si dedica ogni istante del proprio tempo libero. Ma non è sempre così.

Esiste la figura professionale della Guida alpina, o guida di montagna, che accompagna escursionisti e alpinisti lungo le alte vie, in alta quota, e ricopre il ruolo di alpinista professionista.

La Guida alpina ha acquisito nozioni tecniche di arrampicata, di attraversamento di nevai e ghiacciai e di tutte le attività che si praticano in montagna, comprese le operazioni che si svolgono in caso di emergenza. Una scelta di vita che Gianni Lanza, 54 anni, di Biella, ha fatto.

“La passione per la montagna biellese nasce da sé, nel senso che io sono nato qui. La montagna è casa mia – spiega -. E’ una passione trasformata in lavoro. Ho iniziato ad arrampicare all’età di 13 anni. Abitavo a Chiavazza e nei pressi della collina di San Gerolamo c’era un sasso alto una decina di metri. Tutto è iniziato lì. All’epoca era diverso. Si partiva da autodidatta. Le arrampicate serie sono iniziate all’età di 15 anni. Nel periodo del servizio militare, a 18 anni, sono diventato istruttore di alpinismo. In seguito ho fatto il corso per diventare Guida alpina e da allora dedico la mia vita alla montagna. Sono guida dal 1983. Per me è sempre stata l’attività principale, non l’ho mai vista come una seconda opportunità o di contorno. Le guide hanno un loro collegio, operano a livello mondiale. Per diventare tali si deve seguire un percorso lungo e impegnativo. Non è nulla di amatoriale. È una professione abbastanza difficile. Prima si deve fare richiesta per diventare aspirante guida e soltanto dopo tre anni si diventa Guida a tutti gli effetti. Infine si deve sostenere un esame di stato. Superato quello, si può iniziare a lavorare ed esercitare in qualunque parte del mondo”.

L’impegno della guida alpina è regolamentato da una legge apposita, sull’Ordinamento della professione di guida alpina, che di fatto è l’unica figura abilitata a insegnare e accompagnare le attività dell’alpinismo e dello sci alpinismo, come si legge nelle disposizioni. A livello amministrativo è coordinata da collegi regionali, da un collegio nazionale e da una commissione tecnica che si occupa di corsi di formazione e aggiornamento. Per diventare Guida si deve accedere ad una preselezione con test di ingresso, si fa il corso per aspirante guida con relativi esami, superati i quali si inizia il corso per guida vero e proprio. Il superamento dell’ultimo esame permette l’iscrizione nell’albo professionale come guida alpina vera.

“Il mio impegno punta molto all’insegnamento, quindi tengo dei corsi di arrampicata, alpinismo e di sci alpinismo – prosegue – . Il prossimo corso si svolgerà a settembre. Da questi programmi nascono allievi che in seguito si aggregano ai miei gruppi nelle arrampicate. Da Guida alpina si svolgono un po’ tutte le attività che sono inerenti alla montagna. Anche nel Biellese si fanno diverse proposte. Per fare scuola si utilizzano le pareti della Balma, intorno al monte Mucrone e all’Argimonia, dove ci sono percorsi molto facili, creati appositamente per poter insegnare. In Val Sessera invece non c’è roccia, purtroppo. L’unico posto buono è il Mombarone di Coggiola, ma è un po’ troppo lontano da noi. Impieghiamo meno tempo a raggiungere la Val d’Aosta. Le vie ferrate biellesi nascono tutte da un mio progetto, chiamato ‘Alpi Biellesi’ appunto. All’epoca, nel 2002, non c’era nulla e abbiamo cercato di rendere le nostre montagne appetibili dal punto di vista naturalistico. Sono nati i sentieri attrezzati e le vie ferrate che adesso vengono utilizzati anche da molte persone provenienti da fuori Biella. Ho creato il sito montagnebiellesi(punto)com proprio per promuovere il territorio ed è visitassimo. L’anno scorso ha contato 94 mila accessi. Nel sito ho inserito tutte le vie ferrate e le arrampicate che si possono trovare sulle nostre montagne per far conoscere le potenzialità alpinistiche della zona. E’ utile per dare una mano al turismo. Il sito è realizzato anche per la gente che viene da fuori, in modo che capisca che si tratta di un territorio montano, pure molto bello per fare escursioni. Per i sentieri tradizionali invece la rete c’era già ed è mantenuta in buone condizioni dai volontari del Cai. Con le vie ferrate ho portato qualcosa di nuovo, grintoso, per i ragazzi giovani”.

Per chi non pratica la montagna è importante avvicinarsi con una persona esperta, ma per fare certe vie ferrate non servirebbe l’assistenza di una guida alpina.

“È importante indossare l’imbracatura, attaccarsi al cavo di sicurezza ed essere a conoscenza di un minimo di tecnica. È importante avere l’equipaggiamento giusto e poi si può andare tranquillamente. Queste vie sono fatte per il pubblico, per tutti. Una ferrata unica in tutta Europa, che si può segnalare, è quella dell’Infernone, che trova in Valle Elvo. È una via ferrata strepitosa, accessibile a tutti. E’ veramente di una bellezza stratosferica e spiace che non sia pubblicizzata. È una gola scavata nella roccia dall’acqua. La ferrata passa sul fianco della gola, dentro. Permette di vedere tutto, bene. Non ci sono passaggi tecnicamente difficili. Nel corso degli anni ho scritto tre libri: uno dedicato a Nito Staich, mentre due sono guide, itinerari di vie, sulle montagne biellesi. Certo, in questi anni me ne sono capitate di tutti i colori, però spiace raccontare tutto quello che si vede. Ho avuto molti contatti umani e li ho vissuti con grande semplicità. Alcune persone si avvicinano alla montagna senza rendersi conto dei rischi che corrono. Ci vanno mal equipaggiati. La montagna va affrontata con grande rispetto. È importante. È bella, ma richiede modestia perché può essere molto molto pericolosa. Va affrontata con il massimo della preparazione, proprio come quando si va in mare. Non si deve dare nulla per scontato – conclude Gianni Lanza -. Serve avere pazienza; fare piccoli passi e un lungo apprendistato. Non si deve strafare”.

Anna Arietti
pubblicato su La Nuova Provincia di Biella il 26 agosto 2015
titolo originale: Gianni Lanza, la mia vita da guida alpina
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