La passione per la montagna diventa lavoro

Non esiste nulla di meglio che poter coniugare passione per la montagna e lavoro. Ne sa qualcosa Davide Gioia, 47 anni, che ha perso l’impiego dopo vent’anni di attività in un’azienda, ma non ha smarrito la voglia di rimettersi in gioco ed ha preso in gestione il rifugio Monte Barone, Alpe Ponasca, in Val Sessera.

“Sono originario di Portula e ho sempre visto nel rifugio un punto di riferimento – spiega -. Sono sempre venuto quassù almeno una volta al mese. Quando sono rimasto a casa, ho visto qui un’opportunità di lavoro per me e ho pensato di abbinare lavoro e piacere. Mica male. Tanto più che nell’ultimo anno l’alpeggio era rimasto chiuso e mi spiaceva vederlo abbandonato. Sono socio del Cai Valsessera da almeno trent’anni. La passione per la montagna è forte”. Il rifugio è stato riaperto a maggio, dopo che il Cai ha eseguito diverse manutenzioni. “La festa di inaugurazione si è svolta il 7 giugno – prosegue -. Ha partecipato molta gente, segno che c’è affetto per questo posto. Inaspettatamente è arrivata pure la corale ‘Cesare Rinaldo’ di Coggiola. Sorpresa e concerto sono stati molto graditi”. Il rifugio si raggiunge superando il centro abitato di Coggiola. Si seguono le indicazioni per le frazioni Viera e Le Piane, quest’ultimo è il luogo in cui si parcheggia l’auto. I sentieri che si possono seguire sono due.

L’Alpe si raggiunge in un’ora e mezza, al massimo due. “La struttura si trova a quota 1600 metri, mentre la vetta del Monte Barone è a 2044. Posso offrire diciotto posti letto e accogliere fino a venticinque ospiti a pranzo. L’alpeggio, come ho spiegato, è stato appena ristrutturato e proprio quest’anno compie quarant’anni. Sono stati rifatti i bagni e la cucina. Sono soddisfatto perché è un rifugio molto frequentato. La camminata per arrivarvi non è troppo impegnativa; è alla portata delle famiglie con bambini. Passano anche tedeschi, svizzeri, francesi e tante persone che arrivano dai paesi vicini, ma anche da Novara, Varese e Milano”.

Si possono fare escursioni che portano in Valsesia, in Alta Val Sessera, fino a raggiungere Bielmonte. “Sono bei giri. La zona la conosco molto bene e posso garantirlo. Per chi vuole pranzare, propongo ricette di montagna, tradizionali, come la paletta di Coggiola e lo spezzatino con la polenta, che porto in tavola anche concia. Domenica si farà festa. Organizza la sezione del Cai Valsessera. Verrà celebrata la messa sulla cima del Monte Barone e dopo si pranzerà tutti insieme al rifugio. Per chi non se la sente di camminare, ci sarà l’elicottero che farà servizio. Questo è un punto molto panoramico. È una valletta aperta. Dal rifugio si distingue l’aeroporto di Cerrione; si vedono i paesi di Mottalciata e Vigliano. Appena ci si alza di quota, la visuale diventa a tutto campo, fino a Milano, Bergamo, tutta la Val Sessera, l’Argimonia e Bielmonte, fino a Gressoney. Quest’anno il bel tempo assiste – conclude Davide -, anche se il caldo di luglio ha rallentato le presenze locali; conoscono la zona e sapevano che faceva caldo pure da me. Al loro posto sono arrivati da Rovasenda e Lenta. Qui è meglio della pianura, hanno trovato già refrigerio”. Il rifugio Monte Barone è aperto tutti i giorni di agosto, mentre nei mesi di giugno, luglio e settembre soltanto nei fine settimana.

Anna Arietti
pubblicato su La Nuova Provincia di Biella il 19 agosto 2015
titolo originale: “Davide Gioia, la passione per la montagna trasformata in lavoro”
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