Fili d’argento (racconto di capodanno)

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Di lì a poche ore sarebbe arrivata  la fatidica notte di capodanno e tutti o quasi si sarebbero divertiti – chi per finta, chi per davvero.

Per una volta aveva deciso di  tenere   quel momento speciale tutto per sé, aprendo soltanto al silenzio  il ribollire del cuore  fatto di ombra e di luci così  difficile da spiegare e condividere.

La notte di San Silvestro arrivò  bella e  perfetta come il set di un film, con la luna grande e bianca ad illuminare qualche fiocco di neve nell’aria.
Chissà se era l’inizio di una vera nevicata o se il vento aveva rubato quei fiocchi dalla cima del Monte Camino * per dare un tocco di festa ai paesi più in basso e alla baraggia** spoglia.
Comunque fosse, l’atmosfera era perfetta per dare il benvenuto all’anno nuovo coi soliti buoni propositi  e per immaginare giorni sereni e metterli fin da subito nero su bianco – insieme ai propositi –  così da nonperdere entrambi di vista già al sette di gennaio.
Quasi senza accorgersene iniziò a scombiccherare qualche parola e piccoli scarabocchi su di un quaderno dalla copertina così bella  che avrebbe meritato pensieri ordinati e in bella scrittura.
Le linee nere che si rincorrevano sulla pagina color avorio trascinavano con sé i grumi dei pensieri pesanti e li scioglievano nel fiume d’inchiostro che dopo qualche esitazione ora scorreva libero.
Continuando a scrivere come se da quello soltanto dipendesse il sereno dispiegarsi della notte, vide le parole staccarsi dalla carta e diventare sottili e bagnarsi di neve diventando  fili d’argento che salivano leggeri verso il culmine del cielo per poi ricadere come i fili luminosi di un enorme albero di Natale sul tetto del mondo.
Gli angeli e tutte le creature invisibili dell’aria se li passavano di mano in mano e volando a migliaia ad ogni angolo del globo li posavano sui tetti e sugli occhi della gente;  e tutti i luoghi e le persone  furono avvolti da una rete di luce buona e mai quell’angolo di universo era stato così luminoso.
Al primo raggio di sole i fili brillarono più forte e si aprirono come la bocca di un  fiore  enorme dai mille petali da cui fuoriuscì una pioggia di minuscoli cristalli  d’argento. Al risveglio del mondo tutto brillava di una luce nuova.

*Il Monte Camino domina la conca di Oropa a Biella.
**La baraggia è la tipica savana biellese.

Ringrazio il fotografo Fausto Majocchi per aver messo ancora una volta a disposizione le immagini del suo archivio.

Un racconto scritto tanto tempo fa, riveduto, tagliato e corretto al punto d’essersi trasformato in un racconto nuovo per  augurare a tutti un anno luminoso e felice.

Enea Grosso