Attesa – racconto di Natale

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 La stava aspettando da anni, e finalmente eccola lì, come una luce all’inizio di un bel sogno.

Da quando, in un giorno arido, seduto ai margini di un torrente, aveva incontrato uno strano personaggio.

“Animo, amico mio”, gli aveva detto sorridendo,  dopo aver incrociato per qualche istante il suo sguardo, impenetrabile solo a chi non conosce il colore della tristezza. “Il tuo occhio è limpido, e l’attesa che vive con te, vedrai, non sarà la cattiva compagna che temi.  E’ un bastone luminoso a cui appoggiarti per un tratto di strada, e poi ti lascerà libero”.

Parlò di molte cose ancora, e sussurrò parole che forse erano preghiere,  chissà, tanto quel linguaggio gli era estraneo.

Eppure, pur non capendo le sue parole, se non confusamente, non gli dispiaceva starsene lì, quasi ipnotizzato dalla presenza dello sconosciuto.  In certi momenti della sua vita aveva quasi dimenticato l’episodio, un   evento troppo piccolo per non rischiare di essere schiacciato dalle durezze del quotidiano. Dallo scorrere del tempo.Dalle intemperie del cielo e dell’animo. Dal sarcasmo alimentato dalle false illusioni e dalle delusioni cocenti.

Cosa gli aveva lasciato, in fondo, quell’incontro? Nulla di concreto. Anzi, proprio nulla in assoluto…O forse doveva ammettere a se stesso che non era così?


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Quella notte, quando alzò gli occhi  e vide quella stella luminosa attraversare il cielo, quasi non gli sembrò vero. Era lì soltanto per lui, dopo aver tanto saputo aspettare.
Sentì dapprima sciogliersi qualcosa da qualche parte nel petto, e poi… la sentì spuntare, timida e piccina. Portò d’istinto una mano verso la guancia, ma si fermò.

“Oh no”, disse.  E,  sorridendo nel buio, lasciò che la sua prima lacrima gli arrivasse fino alle labbra.  Voleva sentirne il sapore, dato che non poteva vederla, ma solo immaginarla. “E’ più delicata di una perla”, pensò. “Fosse la perla più preziosa della corona del re potrei tenerla in mano e guardarla, ma nessun re ha le mani tanto delicate da tenere in mano una lacrima”.

E d’improvviso si ricordò frammenti del discorso del suo compagno di sosta di tanto tempo prima. Gli aveva parlato della venuta di un re dai forzieri ricolmi di perle per tutto il mondo,  ma perle speciali, delicate, preziosissime ed invisibili ai più. “Ma  il tuo occhio è buono”, gli aveva detto.  “E la tua attesa si muove sotto ad un mantello prezioso”. Si gettò a terra in ginocchio, e,  al colmo della gioia,  lasciò che le lacrime scendessero libere.

E finalmente anche lui si sentì libero, leggero e felice per l’attesa di una lacrima caduta da una stella.

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Al seguente link potete ascoltare “Attesa” letto dall’attrice Annalisa Usai: