Falò di Marchetto

Vigilia di Natale.
Dal cuore del Presepe Gigante di Mosso, guidata da fiaccole e candele mi ritrovo a sorpresa nell’enorme  prato che era dei miei nonni – e avrei potuto  ben immaginarlo: nella Frazione Marchetto  non sono tanti gli spazi adatti ad accogliere folla e fiamme!
Non ci sono più i ciliegi selvatici lungo la strada, né il fienile, nè il cespuglio di lamponi da cui era difficile staccarsi.
E’ giusto che le cose cambino per continuare a vivere; e comunque  tra un cambiamento e l’altro quello che conta davvero non muore mai,  come l’ombra buona e bianca del nonno col cestone sulle spalle lungo la salita ripida.
E’ qui anche in questa notte di vigilia e si diverte a disegnarmi fiabe tra le fiamme del prato.
Al centro del  falò piccolo, dove tutti lanciano la loro torcia, ecco innalzarsi la sagoma di una fata dai lunghi capelli raccolti, la gonna aperta a corolla attorno ai piedi e con qualcosa di misterioso tra le mani – forse il cuore della fiamma che di lì a poco darà vita al falò vero, quello cui accedono solo gli addetti ai lavori.

La Fata del Fuoco – falò preparatorio.

La Fata del Fuoco – sempre stringendo il suo tesoro tra le braccia – osserva gli ultimi preparativi…

…poi si fa piccola, svanisce..

… e al suo posto ecco emergere due figure danzanti!

E’  il segnale che le fiamme attendevano per spostarsi alla grande pira pronta lì a lato.

Le fiamme si spostano dal falò preparatorio a quello grande

La Fata ritorna. E’ chinata col volto proteso verso le fiamme – o che sia una sua amica? Difficile dirlo!

In quel privilegiato punto di osservazione si susseguono varie creature: una specie di volpe  o cane dal corpo lungo e con una grande coda doppia…

… poi un essere indefinibile con un’acconciatura punk e con pantaloni molto ampi…

… e un piccolo drago seduto  come un bravo cagnolino, con le piccole ali ben distese ai lati del collo, affascinato dalla potenza che sta per sprigionarsi davanti ai suoi occhi.

Infine i  due fuochi si ringraziano a vicenda.
Il piccolo s’inchina e finalmente può addormentarsi tra le braccia della notte.
Il suo compito è finito!

Gli esseri dei mondi invisibili ora giocano con le fiamme nuove e potenti, ed ecco comparire folletti impegnati in una danza gioiosa…

…e  scintille dorate di buon augurio per tutti –  sia per chi  guarda il fuoco con gli occhi di bambino, sia per chi  vede i folletti solo dopo qualche buon  bicchiere di vin brulé.

La magia della notte è generosa –  non fa distinzioni!-  come  nelle fiabe del nonno in cui – ne sono certa – tutti erano e sono  felici e contenti.

 

 

Mosso, Presepe Gigante, Natale 2016

 

P.S.: le due foto di Anna Arietti ritraggono il falò di Vallemosso 2016.