Baraggia d’argento

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La baraggia è molto schiva e riservata, solo di rado si presenta nel suo abito di gala. 
Io l’ho vista una volta soltanto, in inverno, quando la galaverna copriva tutti i rami ricamandoli con finissimi fili bianco argento. Sia il cielo che il terreno erano bianchi, e ai due lati della strada – dove gli alberi si inclinavano sotto al peso del freddo – sembrava d’infilarsi in un tunnel di candore fatato che avrebbe potuto condurre a chissà quale mondo segreto, chissà a quale fiaba lontana”.
(Enea Grosso, da Fili d’amore, Ed. Fonopoli)

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 In realtà ho visto la baraggia* vestita d’argento due volte.
Solo che la prima – quella cui si riferiscono le righe sopra  – non avevo a portata di mano la macchina fotografica e i cellulari… erano semplici telefoni !
La seconda risale ad una splendida domenica mattina  d’inverno del 2006.
La baraggia delle immagini è quella tra Castelletto Cervo e San Giacomo del Bosco a Masserano.  Anche il guado di Mottalciata era incantevole.

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