“Nessun parli”

Martedì 21 novembre all’interno della manifestazione “Nessun parli” le alunne e gli alunni della scuola Primaria e Secondaria di 1° e 2° grado (IIS Eugenio Bona Biella) sede di Mosso, si sono dedicati ad una serie di laboratori artistici e musicali con attività di produzione formativa coerente con l’innovazione digitale.

Tale iniziativa,  scaturita da una collaborazione tra il MIUR-Direzione Generale per interventi in materia di edilizia scolastica, per la gestione dei fondi strutturali per l’istruzione e per l’innovazione digitale e il Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti, ha coinvolto 170 studenti e studentesse del comune di Mosso attraverso una serie di laboratori, con l’utilizzo della metodologia della peer education: gruppi misti di alunni di ordini diversi di Scuole, in cui i più grandi insegnano ai più piccoli.

Insieme i ragazzi hanno realizzato una serie di attività, dal murales nel cortile della scuola ad alcune performance musicali con l’utilizzo di  materiali strutturati, come tamburi, violini, hang-drum, triangoli, maracas e sonagli nati dalla creatività degli studenti; dalla realizzazione di colorati pon pon e di palloncini di filo per la realizzazione di un’opera di arte partecipata a laboratori di pittura su stoffa e con l’utilizzo degli acquerelli…. il tutto sotto la guida di insegnati, esperti musicali e genitori: Giuseppe, Antonella, Enzo, Anais, Elena, Donatella e Nagarajah.

Inoltre è stato realizzato un laboratorio in cui i ragazzi, guidati da alcune studentesse dell’Istituto professionale, hanno sperimentato la Lingua italiana dei segni (LIS).

L’attività di ripresa e montaggio video, con l’utilizzo dei tablet e dell’effetto green screen, ha visto i ragazzi protagonisti, come dei veri video-maker,  e ha permesso  di documentare tutti i momenti della giornata il cui titolo è: “Quasi quasi diventiAMO felici….”.

È stata una giornata indimenticabile, all’insegna del colore, della melodia, della tecnica digitale, della “poesia delle cinque dita”, come diceva Gandhi, che ha permesso di creare emozioni, dalla fantasia e dall’impegno di tutti gli alunni e la cui realizzazione ha visto la collaborazione tra alunni e insegnanti di scuole differenti, esistenti su uno stesso territorio, esempio di “buona pratica” all’interno dei progetti scolastici.

Ylenia

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