“Storia su carta e inchiostro”

Sognava di scrivere un libro fin da quando aveva 5 anni. Oggi ne ha 13 e ce l’ha fatta. Esce in questi giorni in libreria il suo primo racconto. S’intitola “Storia su carta e inchiostro”. Lei si chiama Michelle Cerri ed è di Cossato, città in provincia di Biella. La incontriamo al tavolo di un caffè, accompagnata da mamma Alessia.

“Non sono timida, riservata forse. Non amo apparire, anche se per la presentazione del libro lo dovrò fare – ammette Michelle tradendo un po’ d’impaccio -. Comunque, credo che mi piacerà e se ci sarà tanta gente potrò pure utilizzare il microfono. Un po’ ci sono abituata. Suono il pianoforte. Ho risolto così, nel libro intendo, la descrizione del mio carattere. Al personaggio di Beatrice ho assegnato la parte più chiacchierona ed esuberante di me, mentre a Tommaso ho lasciato il mio lato più riservato e introverso”. La premessa ne delinea il profilo, tanto che non occorre porre domande. La conoscenza si rivela in modo spontaneo.

“Il libro – aggiunge – l’ho scritto tutto a mano -. Soltanto così la penna poteva seguiva il pensiero senza interruzioni. Se avessi utilizzato una tastiera mi sarei persa a cercare i tasti. In terza media, a scuola, non si utilizza molto il computer. E poi, mi piace scrivere a mano”.

Michelle mostra un’agenda su cui scriveva e disegnava al tempo della scuola primaria. “Mamma mi leggeva le storie di Harry Potter e io giocavo. Pareva che non ascoltassi, ma non era così – e sorride -. Avevo persino inventato una mia versione di Geronimo Stilton: un viaggio nel deserto. Mi è sempre piaciuto un sacco leggere. In quarta avevo iniziato un racconto, poi la trama si era fatta complicata e non l’avevo finito. L’idea del libro che presento mi è venuta nelle vacanze estive fra la prima e la seconda media. Alla sera ci pensavo. Spesso però le idee finivano in sogno, perché mi addormentavo”.

La trama prende corpo un pomeriggio dopo pranzo, ma i protagonisti sono adulti e qualcosa ancora non torna. “Essendo giovane, avrei finito per produrre un racconto infantile. È stato così che ho capito che dovevo scrivere una storia in cui i personaggi fossero miei coetanei. Nel racconto mi esprimo con frasi brevi per non confondermi, per non dimenticare il verbo che sostiene la spiegazione. Mi piace scrivere; non è un obbligo. Per prendere un bel voto a scuola, i temi devo completarli in un tempo preciso. Il racconto è diverso. Un giorno ho immaginato pure di ritrovarmi con il callo dello scrittore, ma non è accaduto”.

Con la ripresa della scuola, il racconto rallenta. Michelle completa la storia a dicembre, intanto frequenta la seconda media. “Finito il racconto ho iniziato la parte noiosa, davvero noiosa: rivedere la bozza. Abbiamo trovato errori e difetti. Nel lavoro sono stata aiutata dai miei famigliari e dai loro amici. Ancora oggi, quando lo rileggo, vorrei rivoluzionare alcune parti, ma capisco che non lo posso modificare all’infinito. È la stessa cosa che accade quando ascolto un brano eseguito al pianoforte. Ogni volta vorrei riproporlo in modo diverso”.

“Storia su carta e inchiostro” descrive la quotidianità di due adolescenti, riporta dettagli narrativi non scontati e non senza imprevisti. Michelle mantiene alta l’attenzione del lettore fino alla fine; sviluppa temi vicini alla sua età, come il timore di esibirsi in pubblico o il sentimento della gelosia. Considera la questione della separazione dei genitori, o argomenti di attualità, come gli attacchi terroristici, ma lo fa con il tocco della sua penna, della sua esperienza. È un modo di interpretare che porta a riflettere, come quando narra di attività didattiche e aggiunge: “La scuola non può essere composta soltanto da libri, libri, compiti e ancora libri, ma anche di scoperte e di curiosità”. È una lettura per ragazzi che si presta ad un pubblico adulto. È l’interpretazione di un mondo che appartiene a tutti, ma che talvolta scordiamo.

Michelle, ora presenti il libro, poi cosa vorresti fare?

“Tanti dicono che dovrei iscrivermi al liceo classico, voglio però capire se mi piace studiare il latino. Quest’anno a scuola seguirò un corso, poi si vedrà. Intanto proseguo le lezioni di pianoforte, iniziate quando avevo 8 anni. Devo capire qual è la mole di lavoro che mi attende. Con la pubblicazione del racconto non penso di diventare famosa. È un sogno che si realizza e voglio farlo sapere a chi mi vuole bene”.

La prima presentazione si terrà il 2 dicembre alle ore 15 nella Biblioteca civica di Cossato. Il libro è edito da StreetLib e si può trovare alla Cartolibreria Piemonte, Edicolè, Cartolibreria Di Pietro, a Cossato. Oppure è reperibile da Giovannacci, Il libro, De Alessi, Cappuccetto Giallo e Robin, a Biella. L’edizione, anche in formato ebook, si trova su Amazon, Streetlib store, La Feltrinelli, Ibs, Google play e Kobo. La copertina è disegnata da Andrea Osella.

testo di Anna Arietti
immagine di copertina di Andrea Osella

pubblicato su Cartabiancamedia il 16 novembre 2017

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