Il gigante gentile

Si chiama Maurus, è di animo buono, ma detesta i cavoli. Con un’indole tutta sua, è un cavallo elegante, dagli occhi vispi, un gigante speciale, soprattutto per Adriano Zini, pensionato residente a Cossato che se ne prende cura da quattro anni, cinque ad aprile.
“E’ come un bambino. Maurus ha sempre voglia di giocare – racconta -. L’ho preso quando aveva nove mesi. E’ nato a Santhià. I cavalli sono una mia grande passione, ma ho voluto lui, non ne avrei presi altri. Il nome è imposto, si rifà all’anno di nascita.E’ iscritto nel registro ufficiale giallo verde della razza frisona olandese. Si presta a trainare la carrozza, ma anche ad essere cavalcato”.

Ogni tanto Maurus viene portato in città, soprattutto in occasione di manifestazioni per accompagnare i bambini a passeggio, o alle fiere del bestiame, come quella di San Savino di Ivrea, o di Doccio e di Scopello in Valsesia. “I bimbi impazziscono per lui. Addirittura alla fiera dell’agricoltura di Castellengo, lo scorso aprile, un bambino non voleva più scendere dalla carrozza – prosegue Adriano mentre lo spazzola; proprio oggi che lo intervistano si è rotolato fino a poco prima nell’erba -. E’ docile e viene spesso utilizzato nei film, proprio per il suo portamento raffinato, anche se secondo me i cavalli sono tutti belli. In genere sono le ragazze che subiscono il loro fascino, tant’è che nel Biellese ne abbiamo diverse che cavalcano bene. Prossimamente parteciperemo alla festa di Sant’Antonio, protettore dei carrettieri, a Candelo e a Vigliano. Maurus attira molto l’attenzione su di sé, gli sguardi delle persone, e non teme nulla. Se incontriamo un cane che abbaia, solo io m’intimorisco”.

Un punto debole però ce l’ha: è goloso. Si fa prendere per la gola con uno zuccherino o con un biscotto, piccole ricompense che assimila come se fossero carezze. Dal palato fine, mangia persino banane e mandarini, e quello che non gli piace lo sputa. “Nell’orto i cavoli non li tocca per niente – prosegue Adriano – almeno possiamo mangiarli noi, però adora le foglie di cavolfiore”. Maurus non è ancora “adulto”, anche se pesa sei quintali e mezzo. “Fino ai sei anni aumenterà ancora di un quintale, mentre l’ossatura si svilupperà fino ai cinque. La corporatura dipenderà poi dal mantenimento, come avviene per noi. Quando si decide di prendere un animale, lo si deve tenere bene, altrimenti è meglio lasciarlo dove si trova. Loro non vengono a cercarci”.

In inverno il pelo cresce, si fa un po’ più lungo, sempre nero tendente al rossiccio, poi lo cambia, come è nella sua natura. “In primavera diventa lucidissimo, segno che sta bene. Ha un crine folto e ondulato. Anche le zampe sono ricoperte da fiocchi di pelo. A ferrarlo ci pensa chi è del mestiere. Le unghie si devono tagliare ogni due mesi con un’apposita tenaglia, sennò ne soffre. E’ importante farlo girare spesso fuori, anche attaccato alla carrozza. Deve camminare almeno un’ora al giorno. Da noi c’è un prato ampio, lo spazio non manca. Può correre libero. C’è anche chi li lascia sempre fuori all’aperto tutto l’anno. Lui ha una stalla tutta sua”.

Maurus riconosce il rumore del trattore di Adriano e ne segnala l’arrivo a casa, iniziando a nitrire, anche se distante. “Ha certamente dei sensi più sviluppati dei nostri – conclude Adriano, abbracciandolo come si fa con un amico -. Prima di andare a scuola, però, prima di farlo domare, mi ricordo che mordeva. Adesso si limita a darmi dei pizzicotti”.

Anna Arietti

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PUBBLICATO SU BIELLACRONACA.IT
IL PRIMO GENNAIO 2017