Si laurea in architettura e diventa agricoltore

Avviare un’azienda agricola a ventitré anni già con un laurea in tasca significa avere le idee chiare. Lui si chiama Mirko Mantovan ed è originario di Mosso, mentre l’attività è a Cossato.

“Mi sono laureato in architettura il 24 febbraio scorso al Politecnico di Torino – spiega -, discutendo una tesi sul Biellese, sulla Valsessera, che parte da alcuni concetti sul distretto tessile e arriva ad esaminare i fenomeni emergenti. Ho realizzato progetti tipo sull’uso degli spazi, sfruttati spesso a metà della loro capacità originaria e sull’uso dell’acqua in agricoltura”.

La tesi si lega all’attività che Mirko Mantovan, con l’amico e socio Edoardo Ferla, intende realizzare a Castellengo.

“Considerando il crescente consumo di prodotti locali – prosegue -, ho contemplato tre aspetti: le politiche educative per trattenere i giovani in zona, motivo per cui anch’io sono tornato nel Biellese dopo aver completato gli studi lontano da casa; il ben vivere legato al consumo di prodotti dell’agricoltura, come le castagne, il miele e alla domanda di agriturismi e l’accoglienza dei rifugiati, un genere di immigrazione inedita. Tutti fenomeni nuovi che hanno bisogno di spazi che vanno preparati”.

Le soluzioni progettate si adattano a tanti casi ricorrenti. Molti edifici, utilizzati ormai soltanto in parte, potrebbero essere recuperati per accogliere quelli che Mirko definisce fenomeni emergenti.

“Anche l’acqua, ad esempio, è stata importante per il tessile, ma oggigiorno ha più senso ripensare al suo uso in un ottica di produzione alimentare. Nella mia ricerca ho previsto di recuperare degli stabili e alcuni manufatti esistenti per sostenere la produzione policolturale, mista, quindi, per esempio, non soltanto di grano. Anche lo spazio dedicato alla scuola, quando non è abbandonato, è fortemente sottoutilizzato, ho quindi elaborato uno studio di trasformazione che integra il concetto di welfare. Il filo conduttore che lega i miei progetti è l’importanza della regia pubblica, come si osserva sul territorio, dove alcuni Comuni spingono alla progettualità”.

Se gli studi hanno fornito basi teoriche e limpidezza di idee, le scelte Mirko non tradiscono l’aspettativa.

“Con Edoardo, in un edificio non più utilizzato quale era Cascina Foresto, abbiamo dato vita ad un’azienda agricola. Attualmente la struttura è votata ad essere agriturismo, ma abbiamo in mente di puntare allo sviluppo delle colture, all’ortofrutta, almeno inizialmente. Oltre ad una produzione ordinaria, più commerciale, nel tempo intendiamo lavorare sulla selezione di specie antiche e rare. Il nostro progetto è pensato per guardare al Biellese da una prospettiva diversa e si rivolge, soprattutto in futuro, alle persone che arrivano da fuori. La scelta è stata fatta in modo molto preciso – conclude -, tenendo conto delle opportunità offerte dal territorio. Siamo convinti che quella a cui stiamo lavorando sia decisamente la prospettiva migliore”.

Anna Arietti

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pubblicato su BiellaCronaca.it il 9 marzo 2016