“Dobbiamo guardare la Valle con occhi da turista”

La Valle di Mosso scommette sul presente per costruire il futuro. A mettersi in discussione è Cristina Sasso, sindaco di Valle Mosso, che senza tanti peli sulla lingua spiega come stanno le cose.

“Quando ho iniziato a lavorare in paese, a 16 anni, ricordo che le persone si lamentavano perché c’era troppo traffico, però c’era anche tanta occupazione – spiega -. Adesso il paese è vivibile, ma le rimostranze non cessano. Allora dico che è necessario imparare a guardare con occhi diversi, apprezzando quello che abbiamo. C’è molto su cui lavorare, dobbiamo soltanto deciderci a farlo, tutti insieme”.

La vallata nel tempo è cambiata seguendo le vicende del Paese, ma questa non pare essere una scusante.

“Dobbiamo smetterla di pensare alla Valle di Mosso come era venti anni fa – incalza l’amministratore -, perché se è vero che abbiamo perso mano d’opera, è altrettanto vero che molte eccellenze tessili stanno di nuovo investendo. Hanno ripreso a crescere, riconsiderando fabbricati dismessi e coinvolgendo giovani; perché io li vedo i ragazzi spostarsi in paese mentre partecipano alle iniziative aziendali. La vita va avanti. Anche il tessile vive una sua trasformazione in positivo. Un tempo ad esempio non si pensava all’aspetto ambientale, alle lavorazioni sostenibili, mentre oggi è normale pratica. La mentalità è cambiata. La questione è che fino a quando c’era lavoro, le persone arrivavano in valle da sole; oggi invece dobbiamo essere noi a proporci. Il ruolo si è invertito e la sfida va raccolta”.

L’Amministrazione comunale, in linea con i propositi, ha intensificato la collaborazione con le scuole.

“Stiamo operando molto bene con tutti gli istituti, proponendo iniziative mirate a creare continuità, in modo che i bambini che iniziano a frequentare le scuole in paese siano incentivati a proseguire, a rimanere. Mi riferisco all’erogazione di contributi e all’assegnazione di borse di studio. Dallo scorso settembre abbiamo avviato il centro cottura, che offre il servizio mensa a chilometri zero. Abbiamo un servizio di co-studying, dove i ragazzi delle scuole superiori seguono nello studio i loro compagni più giovani. Funziona anche l’animazione con il gruppo ‘Viva Valle Mosso’, che propone attività di studio e ludiche. Stiamo sensibilizzando la popolazione, insegnando a differenziare meglio i rifiuti. Favoriamo il consumo di acqua tramite il bevi-point, o ‘fontana del sindaco’. Raccogliamo gli oli esausti, un servizio gratuito che non incide sulla bolletta. Puntiamo insomma a diffondere una serie di buone pratiche, mentre attendiamo che il Governo prenda decisioni in materia di bilanci e trasferimenti. Nel 2016, a seguito di piccoli risparmi, probabilmente potremo adottare di nuovo i voucher lavorativi, con i quali aiuteremo le persone in difficoltà”.

Guardando al futuro l’intenzione è di rendere la Valle ancora più vivibile.

“Stiamo ottimizzando l’impegno già messo in campo da precedenti amministrazioni che hanno saputo accedere ai bandi. La prossima sfida è imparare a riappropriarci del paese, delle piazze, e del piacere dello stare insieme. Dobbiamo trovare un percorso che ci permetta di valorizzare i capannoni industriali dismessi, in modo da renderli appetibili, e a Valle Mosso gli stabili in questione sono almeno quattro. Dobbiamo essere in grado di garantire i servizi necessari. Le fabbriche, come sono strutturate ora, sono troppo grandi. Dobbiamo pensare ad una sorta di frazionamento utilizzabile dalle piccole aziende”.

Come dire, la nomea di culla dell’industria laniera è risorsa e deve farsi patrimonio.

“Abbiamo un bellissimo fondo valle, anche se tanti dicono il contrario – conclude Cristina Sasso -. Avendo voglia di passeggiare si scoprono frazioni incantevoli. Dobbiamo soltanto imparare a guardarle, come del resto si fa viaggiando. Certi piccoli paesi ci sembrano stupendi pur non avendo nulla più dei nostri. Questo accade perché li guardiamo da prospettive diverse. Perché allora non adottare gli occhi del turista anche a casa nostra? La Valle di Mosso si è trasformata, adesso dobbiamo cambiare anche noi”.

Anna Arietti

pubblicato su BiellaCronaca.it il 12 febbraio 2016

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