“Le sue lacrime sono di miele”

Le opere di Martina Imparato, la pittrice di Cossato, 21 anni, sono libri aperti. Raccontano storie, catturano stati d’animo come se fossero testi scritti.

“Amo dipingere le donne, in particolare il loro viso – spiega -. Nella figura femminile vedo spontaneità e purezza, due qualità che spesso non vengono rispettate, anzi, la donna facilmente è ferita e offesa. La mia ultima tela ritrae proprio un volto femminile che piange, le sue lacrime sono di miele perché, come ho detto, dentro, di suo, è dolce e tanta amabilità attrae le api, che nel dipinto simboleggiano gli uomini, quelli rudi, che non lasciano spazio, che non rispettano. Noi donne siamo ambiziose, ma dobbiamo diventare più riflessive. Non dobbiamo perdere la nostra ricchezza interiore”.

Martina, dopo aver frequentato il Liceo artistico “G. e C. Sella” di Biella, segue le proprie sensazioni, dipinge a tempo pieno. Una scelta non facile, non sempre compresa, ma lei è determinata, positiva. 

“Ho già realizzato una prima esposizione personale la scorsa estate nella mia città, Cossato. Adesso vorrei fare di più. Desidero ampliare la mia esperienza. Dipingo a olio, ad acrilico e con la tecnica più moderna dell’aerografo ed ora voglio seguire un corso di tatuaggi per proporre disegni ideati da me, ma non abbandonerò mai la pittura, l’abilità manuale. Sono passioni che mi accompagnano fin da bambina. Io credo nell’arte. Tutti dovrebbero comprenderne il valore. Per questo motivo voglio produrre dei video in Lingua italiana dei segni da abbinare ai quadri”.

Martina è sorda, a farle da interprete è la mamma Pina, ma questo non distrae. L’unica protagonista è la sua arte, l’accostamento dei colori, la naturalezza del tratto. 

“Nelle mie composizioni rappresento la realtà, le esperienze vissute, la sofferenza umana – prosegue -. Amo i colori forti. Sono indispensabili per ritrarre le figure femminili. Un’ispirazione importante mi arriva dalle donne che si incontrano in metropolitana, a Milano. Molte di loro provengono dai Paesi dell’Est Europa o dall’Asia. Io le osservo e spesso non vedo espressione. Più volte immagino di poter entrare nei loro pensieri, come se fossi una farfalla, e la sensazione che provo è di desolazione, sconforto. Vedo poco bianco su quelle facce, colore che rappresenta la serenità”.

L’arte dà a Martina emozioni forti e questo nei quadri si vede. Le sue opere, nonostante spesso rappresentino situazioni di disagio, trasmettono positività. “Certe volte mi blocco, mi prende l’insicurezza, temo di non essere compresa. Avrei anche bisogno di più spazio in casa per esprimermi – conclude Martina -, ma per ora va bene così. Curo molto i miei lavori e spero continuino a trovare approvazione”.

testo di Anna Arietti

fotografia messa a disposizione dalla pittrice

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pubblicato il 19 novembre su BiellaCronaca