“La donna era considerata meno di zero”

Non è un romanzo da leggere soltanto per diletto. La penna di Roberta Locatelli, la scrittrice cossatese che debutta in questi giorni in libreria con “Il ritorno”, propone un tema profondo, la difficile condizione femminile degli anni Quaranta, tratteggiandolo da una prospettiva nuova, per nulla ovvia.

“L’idea di scrivere il racconto nasce leggendo libri sulla situazione femminile di un tempo, scoprendo lo stile di vita dei contadini – spiega -. La donna era considerata meno di zero. Era oberata di lavoro dal mattino alla sera. Per scrivere ho colto spunto dal fatto che molte giovani donne, tra l’altro anche mia nonna ha vissuto l’esperienza, venivano mandate in città a fare da serve per arrotondare le entrate della famiglia. E, spesso, le condizioni di molte di loro erano pessime. Non di rado accadeva che il padrone di casa se ne approfittasse in maniera bruta, scontata. Io, invece, ho voluto creare una storia di amore fra la protagonista della vicenda, Anna, e il padrone di casa, un insegnante di musica, un uomo di buona cultura. La vicenda così strutturata crea un forte contrasto a mio giudizio gradevole. L’argomento non è proprio facile da trattare, ma serve per far conoscere le condizioni di vita di un tempo. Nella storia è avvincente il riscatto della protagonista, timorosa di tutto, persino della sua ombra, sempre sola. Nella vita di Anna vedo riflesse esperienze comuni a molte di noi”.

Roberta, classe 1970, nella vita lavora in un’agenzia di assicurazioni.

“Scrivo perché mi diverte – aggiunge -. Leggo molto e, come credo accada a qualsiasi buon lettore, mi è venuta la tentazione di creare qualcosa di mio. Leggere stimola a tirare fuori le proprie idee. A volte sembra impossibile poterlo fare; tutto sta nel cominciare e la storia esce da sola. Certo, dopo la scrittura si deve affrontare la parte noiosa di revisione che fa venire anche la nausea, ma questo non toglie il divertimento. Non è detto che il libro bello da leggere debba essere per forza scritto in modo impeccabile. Seguo anche autori che non rispettano forme perfette, eppure arricchiscono”.

“Il ritorno” non è la prima “fatica” di Roberta; fin da bambina scrive poesie e racconti. Esiste anche un altro romanzo stampato in proprio, per pochi intimi.

“In effetti, a titolo sperimentale, ho già fatto un tentativo e il riscontro è stato positivo. Magari, un giorno, lo riproporrò”.

Per espressa volontà dell’autore, per ora non sono previste presentazioni ufficiali de “Il ritorno”.

“Sono una lettrice accanita – conclude Roberta Locatelli -. Leggo di tutto e di più, so cosa significa acquistare un libro e per ora non voglio costringere nessuno a farlo. Vesto i panni del lettore”.

Il libro, edito da StreetLib, è reperibile su tutti gli store multimediali e presso “La Prosivendola” ed “Edicolè” di Cossato.

testo di Anna Arietti

fotografia messa a disposizione dall’autrice

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testo pubblicato il 9 novembre 2015 su BiellaCronaca